Mario Comensoli

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x x L’ossessione acrobatica
40 anni di dipinti e disegni di Mario Comensoli
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x Raramente si é dibattuto di Mario Comensoli e della sua pittura come in questo autunno: una mostra ad Aarau sull’ erotismo , ispirata al Comensoli degli ultimi anni , la discussione attorno ai destini del Cooperativo , lo storico locale di Zurigo cui il pittore luganese ha lasciato alcune opere significative del suo impegno sociale, e il rilancio delle quotazioni comensoliane in terra romanda con una retrospettiva al Palais de Beaulieu di Losanna , sono tanti segnali di un interesse crescente per l’ opera dell’ artista scomparso a Zurigo nel 1993.
Anche Lugano non si sottrae al dibattito : in occasione delle settimane luganesi della cultura la Galleria L’ Incontro dedica infatti al pittore originario di Molino Nuovo una interessante mostra dal titolo significativo : “Mario Comensoli- L’ ossessione acrobatica “. Per un mese a partire dal 5 ottobre vi saranno esposte una quarantina di opere tra olii e disegni , realizzate lungo l’ intero arco della sua vita, e cioè tra il 1946 e il 1993.
La caratteristica comune di questi lavori è data – come sottolinea appunto il titolo dell’ esposizione – dalla costante ricerca di soluzioni estremamente dinamiche nella collocazione delle figure nello spazio e nella loro gestualità . Si parte infatti dal ciclo della “peinture du mouvement “, perfezionato a Parigi a contatto con i postcubisti e presentato a Parigi in una mostra al museo zurighese dell’ Helmhaus per giungere , trent’ anni dopo , alla fine di un percorso sempre conseguente , a quei personaggi che la Neue Zürcher Zeitung , citando Lipovetsky , definisce come tipici dell’ âge de la glisse , cioè di un’ epoca postmoderna senza appigli né certezze .
Esiste tuttavia una fase non sufficientemente studiata anche se fondamentale nella conquista delle soluzioni acrobatiche che si sono connaturate al racconto delle umane vicende dei personaggi di Mario Comensoli .Tale fase corrisponde a un periodo trascorso dal giovane Comensoli ad Amsterdam dove era impegnato nell’ illustrazione scenografica di un balletto intitolato “Pferdespiel ( La danza dei cavalli ) . Era il 1954 e il pittore venne a contatto con un gruppo di danzatori americani dei quali , in preda a una vera frenesia del racconto , colse su fogli di carta i numeri piu’ ubriacanti del boogie woogie e del primo rock’n’roll, le rotazioni piu’ improbabili di un corpo sballottato nell’ aria , il gioco cinetico delle coppie travolte dal ritmo . Di questa conquista dinamica e spaziale approfittarono piu’ tardi le opere del ciclo “Discovirus” eseguite alla fine degli anni settanta , quando il pittore racconto’ le illusioni di una generazione di ragazzi zurighesi che nelle discoteche di Oerlikon inseguivano il mito di Travolta , presi dalla febbre del sabato sera
Ma l’ ossessione acrobatica di Comensoli perdura come detto anche negli ultimi anni , nei dipinti dedicati ai “no future “, e cioè ai punks.L’ opera pittorica di Comensoli – ha scritto Guido Magnaguagno , attuale direttore del Museo Tinguely di Basilea – è in rivolta permanente contro i nemici della vita. Dipingendo i suoi protagonisti , siano essi studenti o punks , borghesi alienati , acrobati dei cinema o delle discoteche , Comensoli confida sempre nella loro vitalità” Una brusca traiettoria, un gesto irrituale , un attentato alle leggi della gravità che vogliono inchiodarti al suolo , sono per Comensoli un passaggio verso la trascendenza , che forse si puo’ raggiungere anche da qui , scommettendo fino in fondo sulle infinite risorse dell’ espressione artistica.


Mario Comensoli
L’ ossessione acrobatica
Galleria L’ incontro – Lugano , dal 5 ottobre al 5 novembre 2006
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